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Cappella Palatina – Cappella di Sant’Anna

Funghi Fest 19 - 20 - 21 Ottobre 2018

Attribuita al fratello di Giacomo Serpotta, Giuseppe, e datata 1683, la decorazione della cappella si presenta come un insieme complessivamente lontano dal fluire di moto che caratterizza l’opera di Giacomo: il modellato è più rigido; il repertorio delle decorazioni spesso riprende quello tardo manieristico e seicentesco; le figure dei lottatori, simboleggianti cristianesimo e Paganesimo, hanno una più dichiarata monumentalità; ma le invenzioni dei teatrini dei tondi della parete di fondo sono già, nella loro composizione, esempi che sembrano guardare al maggiore dei Serpotta, e in una fase della sua attività non così precoce come la datazione al 1683 lascerebbe invece supporre.

E’ possibile che nella parete di fondo sia intervenuto , in un momento successivo,  uno scultore della sua cerchia, quel Vincenzo Messina che risulta documentato, nei primi anni del ‘700, per gli altari della Matrice Nuova dove la struttura con le colonne tortili con racemi riprende il modello della prima importante impresa serpottiana: gli altari della chiesa di Carmine Maggiore, a Palermo, eseguiti, insieme al fratello Giuseppe, tra il 1683 e il 1684.

In un’urna, che si trova nella parete frontale della Cappella, vi è custodita la reliquia del teschio di S.Anna, Patrona di Castelbuono. L’urna fa da piedistallo al mezzo busto scultoreo d’argento della Santa, opera del 1521.

Risale al 1760 l’artistico “Coro” ligneo ad  opera dello scultore castelbuonese Domenico Coco,